domenica, giugno 28, 2009

Il Re (del Pop) e io

Ho coperto 3/4 della carriera di Michael Jackson. Almeno da Thriller in poi. E per uno che nn aveva mai visto uno zombie, iniziare vedendoli ballare a ritmo di musica era traumatico. Oggi adoro quel video così horror e pieno di ritmo ma anche comico.
Di solito dicevo che MJ poteva essere discutibile come persona ma lo adoravo come artista. Si può dire di tutto, credere a ciò che si leggeva sui tabloid, dare credito alle accuse che aveva ricevuto, vederlo come un pazzo freak rovinato da chirurgia e successo... ma nn si può negare di aver ballato su Beat It, Billie Jean, Black or White o Bad.
Io, come voi, posso dire che c'ero quando il Re del Pop, come lo chiamano i media, è morto. Per i fan era Jacko. Quando mi hanno detto della sua morte, stavo giocando. Li per li ho mollato tutto e ho controllato la TV. Sai quante volte arrivano notizie false... Ma questa volta era vero. BBC, CNN, Fox, France24... qualche accenno da noi (ma siamo un paese stupido). Sono quel tipo di cose che nn sai come gestirle. Io ho preferito continuare a giocare. È il mio modo di gestire le cose grosse... Eppure adoravo la sua musica, da Off the Wall fino a HIStory, perfino il bistrattato Invincible, l'ultimo album di materiale inedito.
Mi piace pensare alle mie personali teorie del complotto su Michael ovvero che era stato sostituito da un sosia o un clone dai tempi di Dangerous o Bad. O come ho pensato ieri notte che questa fosse la più grande fuga dai riflettori mai messa in moto. Insomma, Mattia Pascal insegna.
Comunque sia è stato bello nascere e crescere nell'epoca di questo artista. Grazie Jacko!

mercoledì, maggio 20, 2009

La tecnologia che avanza

Technorati Tag: ,,

blog 15 

Di recente, una persona a me cara ha ricevuto un Xbox 360 per il suo compleanno. Fino a poco tempo fa la Next-Gen era un lontano (e abbastanza odioso) miraggio ma ora è proprio sotto il nostro naso. E solo adesso, con la Scatola X 360 dentro casa, mi accorgo di come la tecnologia vada avanti. E me ne rendo conto dalle cose piccole! Non parlo quindi di grafica HD, pixel su schermo, fluidità delle immagini, potenza del processore... Parlo di sciocchezze come il menù principale (o Dashboard)!

Io ero rimasto alla PS2 e alla sua schermata introduttiva con le sferette blu che svolazzavano e due possibilità: impostazioni e browser per le memory card. Ci sono più opzioni in un Nintendo DS, figuratevi! Poi ecco accendersi la 360: schermo verde, schede laterali con varie possibilità e in ogni scheda altrettante scelte. E se sei colegato ad internet aumentano le possibilità! E poi il massimo della personalizzazione: il profilo giocatore personale! Basta con l'era dei giochi condivisi tra fratelli e amici, basta con "una memory card a te e una a me"... Tu sei tu e l'altro ha una sua storia! E ogniuno ha i suoi trofei, i suoi premi per aver portato a termine una sottomissione nel gioco. Senza andare in un villaggio a parlare con qualcuno per avere la missione, ti viene data dai creatori del gioco per metterti alla prova e dimostrare la tua abilità. Perchè tutti i giocatori sono un po' narcisi...

Ma la cosa che mi ha veramente scioccato è il pulsantone al centro del pad! Nn avevo mai capito a cosa servisse quando lo vedevo in giro. Ora ha un suo senso: gestire la baracca!!! Cioè richiamare il menu iniziale per le impostazioni, i messaggi degli amici in rete, cambiare utente o anche spegnere la console DIRETTAMENTE DAL JOYPAD!!! La festa del pigrone ^__^ E vogliamo parlare della mole di demo scaricabili gratuitamente per poter provare un gioco senza affittarlo o dover comprare una rivista?

E temo di nn aver scoperto ancora tutte le potenzialità di questa macchina Next-Gen... Affascinante e spaventosa la tecnologia!

mercoledì, aprile 29, 2009

Scavando nell'io...

 

Io avevo un piano.

O mi piaceva farlo credere.

Mi piaceva l'idea che la gente potesse credere che avevo un piano: l'inlusione che sapevo quello che facevo, che sapevo come e quando farlo. In fondo più che un piano era un'abbozzo, uno schema iniziale. Adoravo farmi grande con il mio "progetto", vedere le loro facce in ammirazione, le espressioni che dicevano "Wow! Tu sì che sai come funziona il gioco!". Estremamente appagante.

Ma come per ogni bravo illusionista era solo una facciata. Avevo una brutta copia del piano ma ero sempre costretto ad andare a braccio, improvvisare (cosa che nn rientra nelle mie specialità). Come ogni bravo artista nn ero mai contento del risultato, specie se nato dal caso... Valutavo tutte le opzioni possibili, le variabili, gli scenari ipotetici di azione. Tutto questo per poi trovarmi a non sapere cosa succedesse, chi fosse coinvolto e come potevo agire. Un inferno, un vero e prorpio inferno! E peggiorava se intorno c'era qualcuno che mi conosceva e che scopriva il trucco del piano con conseguente perdita di fiducia, brutta figura... Così diceva la mia mente. Visto? Pianificavo persino la sconfitta, l'unica che solitamente si avvicinava alla realtà. Ma nemmeno troppo.

Alla fine mi resi conto di una falla in ogni mia pianificazione. Tutti i progetti prevedevano un miracolo, un evento straordinario ed incredibile che portasse a mio vantaggio la partita rendendomi un eroe, un campione, un vincente. Quello che serviva veramente era credere in quello che facevo, mettere quella percentuale di fiducia che sostituivo con l'intervento fortuito.

Che dici? Sono in contraddizione con me stesso? E ci arrivi solo ORA?! Beh è questo che mi rende orribilmente umano, tenendomi lontano dalla mia idea di perfezione che cerco di raggiungere da anni. Lo so, la perfezione è solo di Dio e nn intendo togliergli il primato ma mi piacerebbe avvicinarmi ad un concetto di umanità più piacevole. Un'umanità dove c'è rispetto delle donne, il romanticismo è al primo posto seguito dal sesso, la privacy è un diritto e un dovere, il rispetto davanti ad ogni cosa e verso tutti. Peccato che meravigliose incognite come l'egoismo, la rabbia, la tristezza e la follia rendano questo traguardo irrealizzabile...

Quindi, alla fine della fiera, io HO un piano.

Ma è inapplicabile.

Dannazione...

domenica, aprile 19, 2009

Il teatro come amante...

Technorati Tag: ,,

blog 14 

Dopo ormai 6 mesi di accademia di teatro ho imparato una lezione molto importatnte: il teatro è un'amante difficile da conquistare! Ha una natura mutevole, è sempre al passo coi tempi anche quando ti racconta del principe di Danimarca o degli amanti di Verona, pur restando sempre fedele ai suoi principi. Ciò che più conta è che ha un fascino magnetico e sensuale.

Eppure non è facile fare breccia nel suo cuore visto che è molto selettiva e intransigente. Non è il tipo da una sera e via ma stare con lei esige dei sacrifici: notti, giornate, serate, tempo libero... Per non parlare dei nervi: bisogna averne d'acciaio perchè il teatro ha molti amici e spesso ognuno di loro interpreta il suo pensiero in maniera diversa. Il teatro vuole tutto da te. E quando riesci per lei non è ancora abbastanza. Non bisogna avere paura di essere indifesi di fronte a lei, di mostrarle i nostri sentimenti, le paure. Lei ti maltratterà, insulterà, prenderàa botte.

Comunque alla fine, se si è costanti e pazienti, caparbi e onesti con se e gli altri, il teatro sa come ripagarti: piccole e grandi soddisfazioni, fedeltà, allegria che ti accompagneranno per giorni, mesi o anni. Di certo ci saranno alti e bassi, come in ogni storia d'amore. Dopotutto non esiste una donna che si faccia conquistare senza fare storie, no? ^__^

mercoledì, aprile 15, 2009

A.K.A. Mr Giggles o JW Giggles

 

Riprende l'excursus sui miei nomignoli e nickname usati da amici e su internet. Stavolta parliamo del più recente.

 gigglesMr GIGGLES o Mr JW GIGGLES: È partito in maniera completamente fortuita. O per esser più precisi “Galeotto fu Pet Society su Facebook”. Infatti quando fui invitato in questa buffa appicazione dovevo creare il mio pet. Scelsi quello che mi ispirava di più e gli diedi vita. Seguì il problema del dargli un nome. Cercavo qualcosa di completamente nuovo e fuori dai soliti nick che ho in giro. Guardandolo mi venne fuori solo un idea: giggles (che in inglese significa ).Così divenne Mr Giggles di Pet Society.

L’idea mi piacue così tanto da volerlo utilizzare anche in altre situazioni, sia in Facebook che fuori.

giggles3 Con l’arrivo della XBox360 e il collegamento a XBox Live dovevo scegliere un gamertag. Indovinate cosa mi venne in mente? Esatto: Giggles! Ma volevo fosse più personale così, come è accaduto per John Walter Nix, decisi di dargli le mie iniziali. Anche perchè l’avatar mi somiglia terribilmente…

Quindi, se mai vi trovaste davanti ad un Giggles, Mr Giggles et similia, sappiate che potrei essere io!

giovedì, marzo 19, 2009

A.K.A.1- Jay

Technorati Tag: ,,

Nel corso degli anni ho utilizzato tanti nomignoli: strani, buffi, assurdi, spesso lunghissimi e difficili ma sempre attinenti in qualche modo a chi sono e cosa faccio.

Ogni nickname ha una sua storia precisa e, di solito, interessante. Ho deciso di ripercorrerli per puro divertimento e per vedere quanti ne ricordo. Quindi, SI COMINCIA!!!

jabezino JAY: Questo è il nomignolo di base con cui amici e familiari mi richiamano all'ordine. È il diminutivo e la prima lettera del mio nome. Al momento è anche il nome del mio "avatar" nella serie di strip Jay's World (che voi seguite assiduamente, VERO??) che parlano, guarda caso di me. Hey, di tanto in tanto mi posso permettere un po' di egocentrismo, no? Ha delle varianti come JJ, JJJ e Gegè (di derivazione partenopea). Non c'è molto altro da dire al riguardo...

mercoledì, febbraio 25, 2009

Frost/Nixon

 

frost_nixon 

Altro film, altra mini recensione dovuta a fattori di ritardo. Temo sia un mio problema cronico...

Anni '70: Richard Nixon è il primo presidente a dimettersi nella storia degli Stati Uniti. Dopo lo scandalo Watergate le cose stavano prendendo una piega orribile e lui ha pensato bene di ritirarsi senza scuse, spiegazioni o un processo. Un evento che colpisce tutto il mondo ma soprattutto uno showman inglese trapiantato in Australia, David Frost. Frost decide di scommettere il suo futuro su un intervista con Nixon e viceversa il Presidente spera che un conduttore di talk show possa essere usato per migliorare la sua immagine. Tutti e due con entourage alle spalle, si preparano per una sfida che avrà un solo vincitore...

Lo dico subito: mi è piaciuto come film. Visto che parte da una piece teatrale, il lavoro di Ron Howard è stato più facile. Eppure il regista di cose come Cinderella Man o A Beuatiful Mind ha fatto un buon lavoro avendo anche i protagonisti teatrali originali. Mi è piaciuto come le interviste tra Frost e Nixon sembravano match di boxe con allenatori che danno consigli sui colpi da dare, tattiche... Un match che vedeva il simpatico Frost molto debole di fronte ad un vecchio leone come Dick "il bugiardo".

Adesso, dopo il film, sarei curioso di vedere le interviste originali.